Queen – Who Wants To Live Forever
Enya – Now we are free
Robbie Williams – Angels
U2 – Walk on
Elton John – Song for Guy
Elton John – Sorry Seems To Be The Hardest Word
Sei un vulcano,
di pensieri,
di gesti,
di aspettative,
l’ eruzione di in vulcano e’ una delle piu’ belle cose da vedere,
perche’ ci rende attoniti nel comprendere che tutto quello che esce sia al suo interno,
e che sia imprevedibile,
per questo e’ un qualcosa di unico,
e ci fa sentire impotenti.
Ma il vulcano sprizza i suoi lapilli in maniera incontrollata, quando non puoi prevedere e senza limiti ne confini, distruggendo anche,
ma poi si sopisce e si quieta e tornera’ vulcano,
quando,
non sappiamo quando.
Questa e’ la sua forza,
una forza incontrollata,
ma cosi’ bella da vedere,
un vulcano resta sempre un vulcano per sempre,
anche se spento.
Tu non puoi che essere un vulcano,
perche’ se non fossi questo,
se non eruttassi lava,
non mi dimostreresti di essere tanto profonda,
non puoi negarlo a te stessa,
non sei egoista e insensibile,
il tuo essere vulcano ne e’ la dimostrazione,
hai tanto magma dentro,
tanta vita.
Il magma che hai dentro deve uscire,
perche’ dentro si scalda,
ma qualche volta quando il calore e’ troppo intenso, esplodendo nella sua bellezza,
beh, sai anche cosa puo’ succedere.
Tu sei bella perche’ sei un vulcano,
perche’ sei un vulcano con il suo magma dentro.
La tua bellezza dentro,
forte,
importante,
repressa,
e che deve uscire anche esplodendo.
I nostri sintomi di malessere
sono la dimostrazione di qualcosa di vero dentro.
Anche la nostra forza di controllo in fondo,
la sintesi di qualcosa che c’e’ dentro di noi,
una sorta di forma di equilibrio.
Per questo ti voglio bene,
solo perche’ sei sempre te stessa,
anche vulcano.
Dentro di te c’e’ il bello lo sento, vulcano,
ma sto imparando a proteggermi dai tuoi
bellissimi ed esplosivi lapilli che colpiscono tutto,
e distruggono anche.
Non correre vulcano,
non hai bisogno di correre,
il magma esce da solo quando il calore diventa intenso
e non sai neppure quando,
non cercare disperatamente,
non rincorrere il tempo perduto,
non buttarti in tutto cio’ che ti gira intorno,
non e’ necessario per un vulcano questo,
anche lui ha bisogno di sopirsi,
di ricaricarsi,
e poi sara’ una nuova eruzione,
piu’ bella ancora.
La mia sensibilita’ e’ il mio freno,
il mio controllo,
la mia calma apparente cela sintomi repressi,
i miei silenzi e i miei misteri sono paure:
vorrei essere un vulcano.
14.07.2006
Elton John – Roma Colosseo 3 Settembre 2005 – Your song
Elton John – Roma Colosseo 3 Settebre 2005 – Roketman
[…] Il Vostro corpo, dalla punta del becco alla coda, dall’una all’altra punta delle ali, non è altro che il vostro pensiero, una forma del vostro pensiero, visibile, concreta. Spezzate le catene che imprigionano il pensiero, e anche il vostro corpo sarà libero. […]
Richard Bach
Ray Kinsella è un agricoltore dello Iowa, con una bella fattoria immersa nei campi di mais, una bella moglie e una splendida bambina. Ma Ray non è tranquillo, perchè ultimamente sente una voce, che continua a ripetergli: “Lenisci il suo dolore “,”Se lo costruisci, lui tornerà..”. Lui, capisce subito Ray, è il padre morto, a cui non è mai stato molto legato.
Ma costruire cosa, si chiede Ray? Poi capisce: un campo di baseball, l’unica cosa che lo aveva legato in vita al padre. Indebitandosi con le banche, Ray comincia il suo folle progetto, finchè una sera, nel campo ormai finito, arriva come un apparizione Joe “shoeless” Jackson, giovane come quando lo scandalo dei Chicago “black” Sox lo investì.
Guidato ancora dalle voci, Ray rintraccia altre persone il cui destino sarebbe potuto cambiare grazie al baseball, e che invece non avevano mai avuto la possibilità di provare a giocare nelle leghe maggiori. Il campo di Ray, a rischio di sfratto, continua a riempirsi delle apparizioni di grandi giocatori del passato, finchè una sera non arriva l’uomo per cui Ray ha costruito il campo dei sogni: suo padre John, giovane e pieno di speranze per il futuro. E la speranza, capisce Ray alla fine, è ciò che renderà il suo campo meta di future colonne di tifosi del gioco americano per eccellenza, desiderosi di rivedere i propri campioni dei sogni.
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.
S. Quasimodo
Colonna sonora “La leggenda del pianista sull’oceano” – Tema
Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne’ nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; piu’ profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantita` di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avra` deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.
C. Kavafis
Looking up at the stars, I know quite well
That, for all they care, I can go to hell,
But on earth indifference is the least
We have to dread from man or beast.
How should we like it were the stars to burn
With a passion for us we could not return?
If equal affection cannot be,
Let the more loving one be me.
Admirer as I think I am
Of stars that do not give a damn,
I cannot, now I see them, say
I missed one terribly all day.
Were all stars to disappear or die,
I should learn to look at an empty sky
And feel its total dark sublime,
Though this might take me a little time.
W.H. Auden
Fa che sia io
Guardando le stelle lassù, so bene che per quanto importi a loro, posso anche andare all’inferno. Ma sulla terra, l’indifferenza –dell’uomo o della bestia – è il minimo che abbiamo da temere.Come ci sentiremmo se le stelle dovessero bruciare di una passione che non possiamo ricambiare? Se non ci può essere un affetto uguale, fa che sia io quello che ama di più. Ammiratore, come penso di essere, delle stelle che se ne fregano di me, non posso dire – adesso che le vedo – che qualcuna mi è mancata terribilmente durante il giorno. Se tutte le stelle dovessero scomparire o morire imparerei a guardare un cielo vuoto e percepire la sua sublime totale oscurità, benché mi ci vorrebbe un po’….
Lezioni di Piano – Colonna Sonora – Tema