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Jacques de La Palice

Si dice lapalissiano di ciò che appare immediatamente ovvio e scontato, ed è quindi del tutto inutile affermare. L’aggettivo deriva dal nome del maresciallo Jacques de La Palice ma, contrariamente a quanto comunemente si crede, non perché avesse l’abitudine di dire ovvietà.

L’aggettivo indica qualcosa che è talmente evidente, stanti le sue premesse logiche, da […]

Fa che il tempo dell’amore scorra come un fiume calmo che ha modo di riempire l’alveo in tutti gli anfratti.

Carlo Emilio Gadda

Nato a Milano il 14 novembre 1893 – al n.3 [o 10?] di via Manzoni, terzo piano -, fece a Milano tutti i suoi studi fino a quelli di ingegneria. La famiglia era agiata, ma dovette guadagnarsi da vivere: il padre, Francesco Ippolito Gadda, era un industriale, ridotto in precarie condizioni economiche a causa di […]

“Finché farò l’ingegnere sarò un bruto e nient’altro che un bruto: l’ingegnere si può paragonare a un bue sotto tutti gli aspetti. E’ l’essere ineccitabile per eccellenza, si mantiene calmo, sereno. Non gli viene neanche in mente che ci sia nella vita qualcos’altro dopo gli olii lubrificanti della Vacuum […]”

Carlo Emilio Gadda

Ho vissuto molto o poco? Mi è impossibile dirlo. Camminando sono caduto col viso a terra ho perso qualche cosa nella polvere. Ero albero, ero mare. I miei usignoli erano in gabbia, non lo sapevo, i miei pesci erano nella rete. E così, mia rosa, la tristezza, come una pietra bianca che lava la pioggia. […]

Persone mai incontrate, storie chiuse e non vissute…mi perdo in questo mare di solitudine.

L’istante occupa uno stretto spazio tra la speranza e il rimpianto ed e’ lo spazio della vita.

Marcel Jouhandeau

Non avremo mai una seconda occasione per fare una buona prima impressione.

La leggenda del pianista sull’oceano

Tutta quella città… non se ne vedeva la fine… La fine, per cortesia, si potrebbe vedere la fine? E il rumore. Su quella maledettissima scaletta… era molto bello, tutto… e io ero grande con quel cappotto, facevo il mio figurone, e non avevo dubbi, era garantito che sarei sceso, non c’era problema. Col mio cappello […]

La leggenda del pianista sull’oceano

Non sei fregato veramente finchè hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla

Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento

Farò della mia anima

Farò della mia anima uno scrigno per la tua anima, del mio cuore una dimora per la tua bellezza, del mio petto un sepolcro per le tue pene. Ti amerò come le praterie amano la primavera, e vivrò in te la vita di un fiore sotto i raggi del sole. Canterò il tuo nome come […]

E sto abbracciato a te

E sto abbracciato a te senza chiederti nulla, per timore che non sia vero che tu vivi e mi ami. E sto abbracciato a te senza guardare e senza toccarti. Non debba mai scoprire con domande, con carezze, quella solitudine immensa d’amarti solo io.

Pedro Salinas

Ti si sta vedendo l’altra…

Ti si sta vedendo l’altra. Somiglia a te: i passi, la stessa fronte aggrondata, gli stessi tacchi alti tutti macchiati di stelle. Quando andrete per strada insieme, tutte e due, che difficile sapere chi sei, chi non sei tu! Così uguali ormai, che sarà impossibile continuare a vivere così, essendo tanto uguali. E siccome tu […]

Caos calmo

“la gente pensa a noi infinitamente meno di quanto crediamo”

Sandro Veronesi

A te

…se l’essere umano è arrivato sulla luna… perchè io non potrei arrivare a te?

Amo tutto ciò che è stato

Amo tutto ciò che è stato, tutto quello che non è più, il dolore che ormai non mi duole, l’antica e erronea fede, l’ieri che ha lasciato dolore, quello che ha lasciato allegria solo perché è stato, è volato e oggi è già un altro giorno.

Fernando Pessoa

Perdonami se ti cerco così

Perdonami se ti cerco così goffamente, dentro di te. Perdonami il dolore, qualche volta. E’ che da te voglio estrarre il tuo migliore tu. Quello che non vedesti e che io vedo, immerso nel tuo fondo, preziosissimo. E afferrarlo e tenerlo in alto come trattiene l’albero l’ultima luce che gli viene dal sole. E […]

Gioia del sogno

Gioia del sogno, che mai uguagliò nessuna gioia reale! – E che triste gioia quotidiana questa a cui ci adattiamo, dimenticando l’altra, l’altra, l’altra; che sa; ogni giorno, di non essere più che vano seme del fiore del sogno! –

Juan Ramon Jimenez

Alle fronde dei salici

E come potevamo noi cantare con il piede straniero sopra il cuore, fra i morti abbandonati nelle piazze sull’erba dura di ghiaccio, al lamento d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero della madre che andava incontro al figlio crocifisso sul palo del telegrafo? Alle fronde dei salici, per voto, anche le nostre cetre erano appese, oscillavano lievi […]