Il gabbiano Jonathan Livingstone

[…] Il Vostro corpo, dalla punta del becco alla coda, dall’una all’altra punta delle ali, non è altro che il vostro pensiero, una forma del vostro pensiero, visibile, concreta. Spezzate le catene che imprigionano il pensiero, e anche il vostro corpo sarà libero. […]

Richard Bach

vorrei non avere mobili da spolverare…oggi…

cercherò di arrivare alla luna e non mi accontenterò di vedere il suo riflesso…

…ho compreso che…non è importante fare tanto…ma sapere di essere in grado di poter fare…

L’uomo dei sogni (Fields of Dreams)

Ray Kinsella è un agricoltore dello Iowa, con una bella fattoria immersa nei campi di mais, una bella moglie e una splendida bambina. Ma Ray non è tranquillo, perchè ultimamente sente una voce, che continua a ripetergli: “Lenisci il suo dolore “,”Se lo costruisci, lui tornerà..”. Lui, capisce subito Ray, è il padre morto, a cui non è mai stato molto legato.

Ma costruire cosa, si chiede Ray? Poi capisce: un campo di baseball, l’unica cosa che lo aveva legato in vita al padre. Indebitandosi con le banche, Ray comincia il suo folle progetto, finchè una sera, nel campo ormai finito, arriva come un apparizione Joe “shoeless” Jackson, giovane come quando lo scandalo dei Chicago “black” Sox lo investì.

Guidato ancora dalle voci, Ray rintraccia altre persone il cui destino sarebbe potuto cambiare grazie al baseball, e che invece non avevano mai avuto la possibilità di provare a giocare nelle leghe maggiori. Il campo di Ray, a rischio di sfratto, continua a riempirsi delle apparizioni di grandi giocatori del passato, finchè una sera non arriva l’uomo per cui Ray ha costruito il campo dei sogni: suo padre John, giovane e pieno di speranze per il futuro. E la speranza, capisce Ray alla fine, è ciò che renderà il suo campo meta di future colonne di tifosi del gioco americano per eccellenza, desiderosi di rivedere i propri campioni dei sogni.

Ed è subito sera

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.

S. Quasimodo

Nessun uomo dovrebbe vivere senza aver sperimentato almeno una volta la sana anche se noiosa solitudine di una dimora tra i boschi, scoprire di dover dipendere solo da se stessi, e per questo tirar fuori la vera forza interiore.

J. Kerouac

Non è perchè le cose sono difficili che noi non osiamo farle,
è perchè noi non osiamo farle che le cose sono difficili.

Seneca

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Festa del redentore – Chiesa della Giudecca – Venezia 14.07.2007

entra in punta di piedi nell’essere delle persone…sempre

Colonna sonora “La leggenda del pianista sull’oceano” – Tema

Μάρκος Μακαρέλλι: grazie a te dolce sconosciuta…